Diversi tipi di Equalizzatori e perchè Usarli

Cos’è un’Equalizzazione?

L’equalizzazione è il processo che permette di modificare il contenuto in frequenza di un segnale audio, lo strumento che si usa per compiere questa operazione è l’equalizzatore. Attraverso un equalizzatore possiamo infatti modificare il volume delle singole frequenze che compongono un segnale audio.

Per capire come usare un equalizzatore dobbiamo partire da un concetto fondamentale: ogni suono è composto da una frequenza fondamentale e dalle sue armoniche, ed è questo ciò che conferisce al suono il suo tono e timbro. Modificando queste frequenze, abbassandone alcune ed alzandone altre, possiamo cambiare quindi il tono ed il timbro di un suono.

In generale gli equalizzatori sono semplici da usare e hanno un effetto drastico sulla qualità dei nostri mix se usati nel modo giusto. Gli equalizzatori permettono infatti di bilanciare bene gli elementi che compongono il nostro brano e raggiungere separazione e chiarezza tra i vari suoni, dando a ciascuno il giusto spazio nel mix.

Tutti i suoni che compongono il nostro brano devono infatti inserirsi e dividersi lo spazio dello spettro di frequenze udibili che va da 20 a 20k Hz.

Ecco come viene diviso lo spettro delle frequenze:

  • 20-60 hz Sub-bass
  • 60-250 hz bass
  • 250-500 hz Low Midrange
  • 500-2k hz mid range
  • 2k-4k hz upper mid range
  • 4k-6k presence
  • 6k-20k brillance

Grazie all’equalizzatore possiamo conferire a ciascun suono il suo spazio e fare in modo che non sconfini nello spazio di un suono adiacente.

Come usare un Equalizzatore

Usare un equalizzatore come ho già detto non è difficile, basta comprendere i diversi elementi che lo compongono (le bande di frequenza ed i filtri) e le 4 principali operazioni per cui ci possiamo servire di un equalizzatore (rimuovere le frequenze che disturbano, enfatizzare le frequenze più importanti, cambiare il timbro di un suono, creare spazio nel mix).

Nota: Per riuscire sentire il lavoro che fa un equalizzatore consiglio come prima operazione di alzare esageratamente i parametri (campane o shelf) e poi abbassarli gradualmente – è inoltre importante avere sempre una intenzione ben chiara quando si utilizza un equalizzatore e non giocare casualmente con i parametri – pensare a cosa si vuole fare e fare un intervento chirurgico.

Diversi tipi di Equalizzatore

Un altro fattore importante per raggiungere il miglior risultato è il tipo di equalizzare che utilizziamo.

Esistono infatti diversi tipi di equalizzatori e scegliere quello giusto da usare in una determinata situazione è sicuramente il miglior punto di partenza.

Equalizzatori Grafici

Un equalizzatore grafico è formato da un certo numero di filtri predefiniti ed assegnati a diverse bande di frequenza. Il suono viene fatto passare attraverso questi filtri e viene da essi modificato. Ne esistono di diverse dimensioni, tra i più comuni abbiamo quelli a 31 bande (1/3 di ottava) come ad esempio il Geq graphic eq, e quelli a 10 bande, come l’API 560.

Equalizzatori Parametrici

Gli equalizzatori parametrici offrono molta più flessibilità degli equalizzatori grafici, infatti hanno diversi controlli assegnabili alle bande di frequenza che selezioniamo, in particolare la Frequenza, il gain e la larghezza della banda (chiamata spesso Q).

Possiamo effettuare diversi tipi di tagli e boost nelle bande di frequenza che selezioniamo cambiando il tipo di forma tra shelving e bell. Un esempio di questo tipo di equalizzatori è il conosciutissimo PRO-Q3 di Fabfilter.

Se vuoi saperne di più su come funziona il Pro-Q3 puoi vedere questo video:

“FabFilter Pro-Q 3 – Come Funziona” – TMI Basic – In Studio con Stiv Hey

Equalizzatori Chirurgici

Alcuni equalizzatori chiamati chirurgici sono particolarmente adatti per un lavoro di attenuazione delle frequenze risonanti di un suono. In questi equalizzatori è infatti possibile modificare la frequenza di ciascuna banda. Rimpicciolendo al massimo la larghezza della banda ed alzando il gain al massimo possiamo trovare queste frequenze risonanti, per decidere poi di attenuarle. I miei equalizzatori preferiti per questo tipo di operazioni sono i Brainworx.

Equalizzatori Dinamici

Gli equalizzatori dinamici lavorano in maniera molto simile ad un compressore multibanda, processando il segnale audio sulla base di una treshold. Il processing dell’equalizzatore entrerà in azione quindi solo quando il segnale supererà una certa soglia nella banda di frequenza selezionata. Gli equalizzatori dinamici sono quindi molto utili per processare parti strumentali o voci. Un altro utilizzo degli eq dinamici è quello di creare spazio tra due suoni che combattono nelle stesse frequenze, andando a fare un taglio che entra in azione solo quando il nostro segnale di sidechain supera la soglia e lasciando il suono invariato quando la soglia non viene superata. 

Conclusione

Esistono molti tipi diversi di equalizzatori, ognuno dei quali è più adatto ad una determinata situazione. In aggiunta a questo tra equalizzatori dello stesso tipo ma di marche diverse può cambiare leggermente il workflow ed il colore che viene dato al suono.

Ti consiglio di sperimentare con quanti più equalizzaotri possibile fino a trovare i tuoi preferiti e comporre il tuo arsenale con essi, in modo da avere lo strumento giusto a tua disposizione in ogni determinata situazione. Con il tempo e l’allenamento dell’orecchio saprai perfettamente quale usare per raggiungere un determinato obiettivo.

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